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Il Castello di Milazzo futura “dimora” del Capodoglio Siso

La storia del Capodoglio Siso è un esempio di forte interazione tra il territorio e una istituzione museale. Il Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina, proprietario dello scheletro del capodoglio ritrovato deceduto, sta lavorando per realizzare l’esposizione del Cetaceo nel complesso monumentale del Castello di Milazzo. Tutto ha avuto inizio nell’estate 2017 quando al largo delle Eolie un capodoglio rimane intrappolato in una rete da pesca illegale. La Guardia Costiera riesce a liberarlo parzialmente. Purtroppo il cetaceo intrappolato muore dopo una lunga agonia. Le correnti spingono la carcassa fino a una spiaggetta a Capo Milazzo. E comincia il dibattito tra le varie autorità sulle più disparate ipotesi per eliminare i resti dell’animale. Per il giovane biologo marino milazzese Carmelo Isgrò,…

Al Tono di Milazzo salvata una tartaruga Caretta caretta

Un’altra tartaruga salvata dal biologo marino Carmelo Isgrò intervenuto tempestivamente dopo la segnalazione di due pescatori Samuele Foti e Claudio Maio che avevano visto un esemplare di Caretta caretta spiaggiata al Tono di Milazzo. Quando Isgrò è arrivato al Tono la giovane femmina di Caretta caretta era immobile, magrissima disidratata, con una lenza che le usciva dall’ano (aveva ingoiato un amo e la lenza aveva attraversato tutto l’intestino), con alghe e lepadi attaccate in tutto il corpo che testimoniavano il fatto che era in balia delle onde da moltissimo tempo ma ancora respirava. Con il supporto della Capitaneria di Porto di Milazzo la tartaruga inizialmente è stata trasferita in Capitaneria e contestualmente contattato l’Istituto zooprofilattico di Palermo, che visto la situazione critica, ha autorizzato un intervento di…

Milazzo, sulla spiaggia del Tono trovata morta una tartaruga Caretta caretta

Sulla spiaggia del Tono a Milazzo non è la prima volta trovare tartarughe morte o in agonia. Questa volta si tratta di un bellissimo esemplare femmina di Caretta caretta arrivata morta con la mareggiata. L’esemplare spiaggiato che appartiene ad una specie prioritaria inserita nella Direttiva Habitat e protetta da diverse convenzioni internazionali, ha una lenza che le fuoriesce dall’ano, questo perché ha abboccato ad un palangaro e il pescatore ha tagliato la lenza senza soccorrerla, condannandola a una lenta agonia e poi alla morte – evidenzia il biologo milazzese Carmelo Isgrò – impegnato nella difesa delle biodiversità del mare e delle spiagge mamertine. La tartaruga ha ingoiato tutta la lenza, che ha poi attraversato tutto l’intestino arrivando a uscire dall’ano. La maggioranza delle tartarughe ritrovate morte sulle spiagge…

Sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche: ridotti del 70% gli uccelli marini che non riescono più a sopravvivere per carenza di cibo

Negli ultimi sessant’anni, tra il 1950 e il 2010, il numero degli uccelli marini è diminuito di quasi il 70%, secondo uno studio dell’ornitologo David Grémillet, ricercatore al centro di ecologia funzionale e evolutiva (Cefe/Cnrs) pubblicato nella rivista Current Biology e rilanciato da Le Figaro. Su 346 specie di uccelli marini il 38% è in condizione critica o si trova addirittura in pericolo, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura. Le cause sono imputabili allo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche che sta lasciando senza cibo gli uccelli marini non riuscendo più a sopravvivere per carenza di pesce. Uno studio pubblicato su Science evidenzia che le colonie di uccelli marini collassano quando le imbarcazioni dei pescatori prelevano più del 70% delle risorse ittiche lasciando così…

Al largo di Siracusa due telecamere osservano coralli

Due telecamere, quattro mesi di osservazioni, una fotografia ogni 15 minuti, oltre 16.000 immagini da analizzare: è il risultato del progetto Dendrophyllia ramea portato avanti da Blueresearch in collaborazione con i subacquei della GUE – BBX. Dendrophyllia ramea è una grande madrepora del mar Mediterraneo, cresce negli ambienti medio profondi, formando magnifiche colonie a forma di cespuglio alto anche 80 centimetri; lo scheletro è spesso e robusto, con un acceso colore arancione, i polipi sono molto grandi di colore chiaro. in Italia questa specie è rimasta in penombra per moltissimi anni, solo qualche esemplare raccolto dai pescatori e custodito nei musei, fino a quando non sono iniziate le prime ricerche con i robot filoguidati (ROV) e le esplorazioni dei primi subacquei tecnici capaci di immergersi…

Tre tartarughe “Caretta caretta”, dopo le cure e la riabilitazione, tornano a mare

Nello specchio d’acqua antistante la Baia del Corallo (Palermo) sono state liberate tre tartarughe (“battezzate” Biagio, Giorgia e Martina) della specie Caretta caretta curate e riabilitate (avevano lenze nell’intestino, plastica nello stomaco e ami nell’esofago) presso il Centro di referenza delle tartarughe marine dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia. Le tartarughe sono state recuperate dalle Capitanerie di Porto del territorio durante la stagione estiva. A seguito di indagini diagnostiche, intervento e terapia di supporto le tre tartarughe, hanno finito il loro periodo di riabilitazione in vasca presso il “Centro di Monitoraggio e Controllo delle Tartarughe marine e Cetacei” (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, Palermo) e recuperate le loro complete condizioni fisiche, erano già pronte per essere reintrodotte nel loro habitat naturale. Una delle tre tartarughe, di…

Il  Mediterraneo invaso da 800 specie aliene: 200 sono presenti anche lungo le coste e nei mari dell’Italia

Incremento del commercio di prodotti ittici (i molluschi importati portano con sé molte altre specie dalle zone di origine), aumento del numero di imbarcazioni che viaggiano da un mare all’altro, portando attaccati alle chiglie o nelle acque di sentina molte specie e aumento della temperatura del Mediterraneo, che consente di ambientarsi a specie che arrivano da mari più caldi: sono queste le cause principali delle nuove forme di vita marine mai viste nel Mediterraneo che oggi sfiorano le 800 unità. Una su quattro di queste specie aliene o alloctone, cioè poco più di 200, è presente anche lungo le coste e nei mari dell’Italia. I pericoli generati dalle specie alloctone sono difficili da valutare ma non devo essere sottovalutati anche se bisogna tenere presente che…

Mediterraneo, allarme per le nacchere di mare a rischio di estinzione

Un tempo la Pinna nobilis, comunemente nota come nacchera, abbelliva giardini subacquei del Mar Mediterraneo con la sua massiccia presenza nelle praterie di posidonia. Oggi, a compromettere la sopravvivenza del più grande mollusco bivalve del Mediterraneo (può raggiungere un metro di lunghezza), è un protozoo parassita chiamato Haplosporidium pinnae, appunto perché colpisce la Pinna nobilis. Il ciclo di vita del parassita, che appartiene al phylum dei Cercozoa, è piuttosto complesso, ma sembra che il danno al mollusco derivi dalla proliferazione delle cellule del mortale ospite nella sua ghiandola digestiva. Questo riduce progressivamente l’alimentazione dell’animale causandone la morte. L’Unione mondiale per la conservazione della natura (IUCN) ha avvertito i Paesi del Mediterraneo della “situazione di emergenza” in cui si trova la Pinna nobilis. La mortalità causata…

Trapani: Tartarughe Caretta Caretta tra i bagnanti di una spiaggia

Sorpresa per i bagnanti della spiaggia del comune di Erice. Increduli alcuni ospiti della struttura ricettiva “Baia dei Mulini” infatti hanno assistito all’uscita dal nido di 10 tartarughini della specie Caretta Caretta. I bagnanti hanno segnalato la “strana” presenza alle Guardie WWF del Nucleo di Trapani che hanno a loro volta allertato la “Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco” gestita dalla stessa associazione.

Sea Sentinel – Avviato dall’AMP di Ustica il progetto di Citizen Science con l’Università di Bologna

di M.Laura Crescimanno Nella piccola perla nera, prima Area Marina Protetta d’Italia per istituzione, la stagione subacquea è ufficialmente partita da metà maggio. Sette diving sui dieci che operano ad Ustica per l’ intera stagione,  dallo scorso week end hanno aperto i battenti e sono già operativi per portare  i primi subacquei ad immergersi nei fondali spettacolari della riserva. Per avviare il progetto Sea Sentinel,  sono tornati  sui fondali  dell’ isola per il secondo anno i biologi marini dell’ Università di Bologna, che  fanno parte del  Marine Science Group. Da quest’ anno ufficialmente, con una convenzione siglata dalla AMP di Ustica, riparte la raccolta volontaria dei dati sulle specie marine avvistate  nei siti di immersione, che continuerà sino a settembre. In pratica – spiega la…

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