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Recuperata una tartaruga Caretta caretta dal catamarano della Liberty Lines in servizio da Ustica verso Palermo

Giovedì 11 luglio una tartaruga marina della specie Caretta caretta è stata recuperata lungo la rotta navale tra Ustica e Palermo. Il Capitano L.C. Giuseppe Bertolini mentre proseguiva al comando del catamarano ALE M. della compagnia navale Liberty Lines attirato da una grossa matassa di reti, nasse e cordame affiorante rallenta la corsa e superata la stessa veniva avvisato dal piccolo Samuele che una testolina sbucava dalla matassa affiorante. A questo punto il comandante virava di 180 gradi e affiancava lentamente l’ammasso di reti che era trascinato in superficie da un esemplare di Caretta caretta che a stento riusciva a mettere la testa fuor d’acqua.  Tra lo stupore entusiasta dei viaggiatori, e gli applausi, mentre il comandante era al timone, l’equipaggio formato dal personale di bordo…

WWF: in una settimana due tartarughe marine ritrovate morte spiaggiate

Il WWF Sicilia Nord Occidentale, riferimento per la costa nord siciliana da Cefalù a San Vito lo Capo, in una sola settimana ha ricevuto 2 segnalazioni di tartarughe marine del genere Caretta caretta morte e spiaggiate. La prima nella spiaggia di Alcamo Marina, una femmina adulta di oltre 40 kg e ieri, nelle vicinanze della spiaggia del Casello di Trappeto, un’altra Caretta caretta adulta presumibilmente maschio i La morte di questi straordinari animali marini è dovuta essenzialmente all’attività umana e alle conseguenze del comportamento umano: plastica nello stomaco, ami in gola che arrivano all’intestino, reti incagliate tra le pinne, colpi mortali inferti da natanti distratti con la chiglia delle imbarcazioni o peggio con le eliche che tranciano di netto le pinne dell’animale, come presumibilmente nell’esemplare…

In Sicilia operativo l’Osservatorio Regionale della Biodiversità

Anche in Sicilia diventa operativo l’Osservatorio Regionale della Biodiversità. L’assessorato Territorio e Ambiente ha adottato, infatti, il Piano Operativo triennale che ha lo scopo di elaborare la Strategia Regionale della Biodiversità in coerenza con le politiche nazionali e comunitarie in materia di tutela della diversità biologica. “L’Osservatorio – dichiara l’assessore Toto Cordaro – è indispensabile per conoscere e catalogare le diverse componenti della biodiversità e per monitorare lo stato di salute del nostro territorio. Con l’adozione del Piano triennale il Governo Musumeci dota la Regione Siciliana di uno strumento che consente di operare in maniera mirata alla salvaguardia e al ripristino dei servizi ecosistemici”. “L’Osservatorio, infatti, per la sua capacità di fotografare le mutazioni dell’ambiente in tempo reale rappresenta uno strumento operativo particolarmente importante in…

Quinto capodoglio trovato morto in Sicilia: la strage continua

Continua la strage di capodogli in Sicilia. Dopo il ritrovamento di capodogli spiaggiati lungo la costa nord della Sicilia, a Cefalù, vicino Palermo, a Capo Calavà, al largo di Favignana, un altro esemplare di circa 6 metri, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato a 4 miglia al largo di Stromboli, nelle Eolie. Si tratta della quinta carcassa rinvenuta in Sicilia in una settimana. “La quantità di plastica trovata nei capodogli non può giustificare la morte – afferma Carmelo Isgrò del museo della fauna dell’università di Messina –. La causa va cercata altrove: forse un’infezione o interazioni con i sonar”.  

Un capodoglio, in avanzato stato di decomposizione, al largo di Favignana: E’ il quarto in Sicilia

Dopo il ritrovamento di capodogli spiaggiati lungo la costa nord della Sicilia, a Cefalù, vicino Palermo, e a Capo Calavà. arriva anche la segnalazione di un capodoglio morto al largo di Favignana da parte dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Si tratta di giovane esemplare di capodoglio, di circa 7 metri, in avanzato stato di decomposizione avvistato al largo del Faraglione di Favignana, durante lo svolgimento di attività di monitoraggio in mare. Ignote le cause del decesso ma, trattandosi tutti di individui giovani, è verosimile pensare a cause non naturali, come nel caso dell’esemplare spiaggiatosi vicino a Cefalù, nel quale sono stati trovati 10 kg di plastica nello stomaco. “Siamo parte dell’ecosistema, piccoli nostri gesti quotidiani possono cambiare le cose – si legge sulla pagina…

Oggi si celebra la Giornata mondiale della biodiversità

Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993. La data è stata scelta per ricordare l’adozione della Convenzione sulla diversità biologica, avvenuta il 22 maggio 1992. Il tema dell’edizione del 2019 è “La nostra biodiversità, il nostro cibo, la nostra salute”. Nel mondo sono circa un milione le piante e gli animali che rischiano di sparire a causa dei comportamenti dell’uomo e dei cambiamenti climatici. In Italia, su 2.807 specie animali, sono ben 596 quelle valutate a rischio di estinzione, pari a oltre un quinto del totale, secondo i dati dell’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura). Sono minacciate da cambiamenti climatici, sovrasfruttamento delle risorse naturali, frammentazione e perdita habitat, inquinamento e pesticidi, introduzione di specie…

Lascari, trovata in spiaggia la carcassa di un capodoglio rosa

Il cadavere di un capodoglio rosa di circa 7 anni, appartenente alla famiglia degli odontoceti, lungo circa sei metri, è stato trovato nei giorni scorsi sulla spiaggia di Lascari in località Salinelle nel Palermitano. A segnalarne la presenza sono stati alcuni lavoratori e residenti della zona che hanno avvertito gli uomini della capitaneria di porto. Il capodoglio prima di arenarsi sarebbe stato ferito, come si può evincere dai tagli visibili lungo un fianco, probabilmente dopo una collisione con un’imbarcazione anche se nel suo stomaco è stata trovata molta plastica che potrebbe avere causato il decesso. “Le indagini sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto per questo, ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla”, dice Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. “Sono ben…

A Ustica si spiaggiano le “velelle”

A Ustica, in questi giorni, si assiste allo spiaggiamento delle velelle. La velella velella, detta anche “barchetta di San Pietro”, è una colonia di idrozoi della famiglia Porpitidae. Il caratteristico colore blu che le contraddistingue è dovuto alla presenza di pigmenti carotenoidi (astaxantine), utilizzati come fotoprotettori. Velella velella ospita zooxantelle simbionti, così come le sclerattinie responsabili della costruzione delle barriere coralline. Poco si conosce della natura del rapporto simbiontico in questa specie, ma si ritiene che le microalghe si avvantaggino dell’ambiente protetto e della disponibilità di CO2 e prodotti di rifiuto della colonia, mentre l’idrozoo ne ricavi nutrimento e ossigeno. Spesso viene ritrovata in tutti gli oceani, sulle rive o al massimo a 1-2 cm di profondità nell’acqua, con una preferenza per le acque calde o temperate.  È dunque…

E’ iniziato il 1° maggio il fermo biologico per il riccio di mare che terminerà il 30 giugno

Dallo scorso primo maggio e fino al 30 giugno (periodo di fecondazione della specie) è in vigore il fermo biologico del riccio di mare (art. 4 del D.M. 12 gennaio 1995). Nel periodo indicato, è fatto divieto di pescare, detenere, trasbordare, sbarcare, trasportare e commercializzare il riccio di mare in qualunque stadio di crescita, fattispecie severamente sanzionate dal D.lgs n. 4 del 9 gennaio 2012. Il riccio di mare, ovvero l’Echinoidea, è a rischio estinzione, un po’ per la pesca indiscriminata esercitata sia dai privati sia dai pescatori professionisti e in parte per l’innalzamento della temperatura delle acque che sta mutando le condizioni ambientali che si rivelano non più adatte alla sopravvivenza di questi animali. Per salvaguardare la specie la legge stabilisce il fermo biologico…

Il Castello di Milazzo futura “dimora” del Capodoglio Siso

La storia del Capodoglio Siso è un esempio di forte interazione tra il territorio e una istituzione museale. Il Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina, proprietario dello scheletro del capodoglio ritrovato deceduto, sta lavorando per realizzare l’esposizione del Cetaceo nel complesso monumentale del Castello di Milazzo. Tutto ha avuto inizio nell’estate 2017 quando al largo delle Eolie un capodoglio rimane intrappolato in una rete da pesca illegale. La Guardia Costiera riesce a liberarlo parzialmente. Purtroppo il cetaceo intrappolato muore dopo una lunga agonia. Le correnti spingono la carcassa fino a una spiaggetta a Capo Milazzo. E comincia il dibattito tra le varie autorità sulle più disparate ipotesi per eliminare i resti dell’animale. Per il giovane biologo marino milazzese Carmelo Isgrò,…

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