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Quinto capodoglio trovato morto in Sicilia: la strage continua

Continua la strage di capodogli in Sicilia. Dopo il ritrovamento di capodogli spiaggiati lungo la costa nord della Sicilia, a Cefalù, vicino Palermo, a Capo Calavà, al largo di Favignana, un altro esemplare di circa 6 metri, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato a 4 miglia al largo di Stromboli, nelle Eolie. Si tratta della quinta carcassa rinvenuta in Sicilia in una settimana. “La quantità di plastica trovata nei capodogli non può giustificare la morte – afferma Carmelo Isgrò del museo della fauna dell’università di Messina –. La causa va cercata altrove: forse un’infezione o interazioni con i sonar”.  

Un capodoglio, in avanzato stato di decomposizione, al largo di Favignana: E’ il quarto in Sicilia

Dopo il ritrovamento di capodogli spiaggiati lungo la costa nord della Sicilia, a Cefalù, vicino Palermo, e a Capo Calavà. arriva anche la segnalazione di un capodoglio morto al largo di Favignana da parte dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Si tratta di giovane esemplare di capodoglio, di circa 7 metri, in avanzato stato di decomposizione avvistato al largo del Faraglione di Favignana, durante lo svolgimento di attività di monitoraggio in mare. Ignote le cause del decesso ma, trattandosi tutti di individui giovani, è verosimile pensare a cause non naturali, come nel caso dell’esemplare spiaggiatosi vicino a Cefalù, nel quale sono stati trovati 10 kg di plastica nello stomaco. “Siamo parte dell’ecosistema, piccoli nostri gesti quotidiani possono cambiare le cose – si legge sulla pagina…

Oggi si celebra la Giornata mondiale della biodiversità

Il 22 maggio si celebra la Giornata mondiale della biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993. La data è stata scelta per ricordare l’adozione della Convenzione sulla diversità biologica, avvenuta il 22 maggio 1992. Il tema dell’edizione del 2019 è “La nostra biodiversità, il nostro cibo, la nostra salute”. Nel mondo sono circa un milione le piante e gli animali che rischiano di sparire a causa dei comportamenti dell’uomo e dei cambiamenti climatici. In Italia, su 2.807 specie animali, sono ben 596 quelle valutate a rischio di estinzione, pari a oltre un quinto del totale, secondo i dati dell’Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura). Sono minacciate da cambiamenti climatici, sovrasfruttamento delle risorse naturali, frammentazione e perdita habitat, inquinamento e pesticidi, introduzione di specie…

Lascari, trovata in spiaggia la carcassa di un capodoglio rosa

Il cadavere di un capodoglio rosa di circa 7 anni, appartenente alla famiglia degli odontoceti, lungo circa sei metri, è stato trovato nei giorni scorsi sulla spiaggia di Lascari in località Salinelle nel Palermitano. A segnalarne la presenza sono stati alcuni lavoratori e residenti della zona che hanno avvertito gli uomini della capitaneria di porto. Il capodoglio prima di arenarsi sarebbe stato ferito, come si può evincere dai tagli visibili lungo un fianco, probabilmente dopo una collisione con un’imbarcazione anche se nel suo stomaco è stata trovata molta plastica che potrebbe avere causato il decesso. “Le indagini sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto per questo, ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla”, dice Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. “Sono ben…

A Ustica si spiaggiano le “velelle”

A Ustica, in questi giorni, si assiste allo spiaggiamento delle velelle. La velella velella, detta anche “barchetta di San Pietro”, è una colonia di idrozoi della famiglia Porpitidae. Il caratteristico colore blu che le contraddistingue è dovuto alla presenza di pigmenti carotenoidi (astaxantine), utilizzati come fotoprotettori. Velella velella ospita zooxantelle simbionti, così come le sclerattinie responsabili della costruzione delle barriere coralline. Poco si conosce della natura del rapporto simbiontico in questa specie, ma si ritiene che le microalghe si avvantaggino dell’ambiente protetto e della disponibilità di CO2 e prodotti di rifiuto della colonia, mentre l’idrozoo ne ricavi nutrimento e ossigeno. Spesso viene ritrovata in tutti gli oceani, sulle rive o al massimo a 1-2 cm di profondità nell’acqua, con una preferenza per le acque calde o temperate.  È dunque…

E’ iniziato il 1° maggio il fermo biologico per il riccio di mare che terminerà il 30 giugno

Dallo scorso primo maggio e fino al 30 giugno (periodo di fecondazione della specie) è in vigore il fermo biologico del riccio di mare (art. 4 del D.M. 12 gennaio 1995). Nel periodo indicato, è fatto divieto di pescare, detenere, trasbordare, sbarcare, trasportare e commercializzare il riccio di mare in qualunque stadio di crescita, fattispecie severamente sanzionate dal D.lgs n. 4 del 9 gennaio 2012. Il riccio di mare, ovvero l’Echinoidea, è a rischio estinzione, un po’ per la pesca indiscriminata esercitata sia dai privati sia dai pescatori professionisti e in parte per l’innalzamento della temperatura delle acque che sta mutando le condizioni ambientali che si rivelano non più adatte alla sopravvivenza di questi animali. Per salvaguardare la specie la legge stabilisce il fermo biologico…

Il Castello di Milazzo futura “dimora” del Capodoglio Siso

La storia del Capodoglio Siso è un esempio di forte interazione tra il territorio e una istituzione museale. Il Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina, proprietario dello scheletro del capodoglio ritrovato deceduto, sta lavorando per realizzare l’esposizione del Cetaceo nel complesso monumentale del Castello di Milazzo. Tutto ha avuto inizio nell’estate 2017 quando al largo delle Eolie un capodoglio rimane intrappolato in una rete da pesca illegale. La Guardia Costiera riesce a liberarlo parzialmente. Purtroppo il cetaceo intrappolato muore dopo una lunga agonia. Le correnti spingono la carcassa fino a una spiaggetta a Capo Milazzo. E comincia il dibattito tra le varie autorità sulle più disparate ipotesi per eliminare i resti dell’animale. Per il giovane biologo marino milazzese Carmelo Isgrò,…

Al Tono di Milazzo salvata una tartaruga Caretta caretta

Un’altra tartaruga salvata dal biologo marino Carmelo Isgrò intervenuto tempestivamente dopo la segnalazione di due pescatori Samuele Foti e Claudio Maio che avevano visto un esemplare di Caretta caretta spiaggiata al Tono di Milazzo. Quando Isgrò è arrivato al Tono la giovane femmina di Caretta caretta era immobile, magrissima disidratata, con una lenza che le usciva dall’ano (aveva ingoiato un amo e la lenza aveva attraversato tutto l’intestino), con alghe e lepadi attaccate in tutto il corpo che testimoniavano il fatto che era in balia delle onde da moltissimo tempo ma ancora respirava. Con il supporto della Capitaneria di Porto di Milazzo la tartaruga inizialmente è stata trasferita in Capitaneria e contestualmente contattato l’Istituto zooprofilattico di Palermo, che visto la situazione critica, ha autorizzato un intervento di…

Milazzo, sulla spiaggia del Tono trovata morta una tartaruga Caretta caretta

Sulla spiaggia del Tono a Milazzo non è la prima volta trovare tartarughe morte o in agonia. Questa volta si tratta di un bellissimo esemplare femmina di Caretta caretta arrivata morta con la mareggiata. L’esemplare spiaggiato che appartiene ad una specie prioritaria inserita nella Direttiva Habitat e protetta da diverse convenzioni internazionali, ha una lenza che le fuoriesce dall’ano, questo perché ha abboccato ad un palangaro e il pescatore ha tagliato la lenza senza soccorrerla, condannandola a una lenta agonia e poi alla morte – evidenzia il biologo milazzese Carmelo Isgrò – impegnato nella difesa delle biodiversità del mare e delle spiagge mamertine. La tartaruga ha ingoiato tutta la lenza, che ha poi attraversato tutto l’intestino arrivando a uscire dall’ano. La maggioranza delle tartarughe ritrovate morte sulle spiagge…

Sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche: ridotti del 70% gli uccelli marini che non riescono più a sopravvivere per carenza di cibo

Negli ultimi sessant’anni, tra il 1950 e il 2010, il numero degli uccelli marini è diminuito di quasi il 70%, secondo uno studio dell’ornitologo David Grémillet, ricercatore al centro di ecologia funzionale e evolutiva (Cefe/Cnrs) pubblicato nella rivista Current Biology e rilanciato da Le Figaro. Su 346 specie di uccelli marini il 38% è in condizione critica o si trova addirittura in pericolo, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura. Le cause sono imputabili allo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche che sta lasciando senza cibo gli uccelli marini non riuscendo più a sopravvivere per carenza di pesce. Uno studio pubblicato su Science evidenzia che le colonie di uccelli marini collassano quando le imbarcazioni dei pescatori prelevano più del 70% delle risorse ittiche lasciando così…

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