Armatori e pescatori aderiscono allo sciopero dei trasporti: “Caro carburanti rende antieconomica la nostra attività”

La Federazione armatori siciliani e l’Associazione pescatori marittimi professionali comunicano ufficialmente “l’adesione del comparto pesca alla mobilitazione in corso che sta interessando il settore dell’autotrasporto e, più in generale, l’intero sistema produttivo nazionale“.
“In segno di responsabilità e nel rispetto dell’ordine pubblico – annunciano – la protesta si svolgerà senza alcuna forma di blocco o presidio, ma attraverso la sospensione volontaria delle attività: le imbarcazioni resteranno ferme nei porti. Si registra, allo stato attuale, una significativa adesione da parte degli operatori del settore, sia in ambito regionale che nazionale. La mobilitazione coinvolge armatori e pescatori in maniera sempre più ampia, a dimostrazione del profondo stato di crisi che attraversa il comparto. Restano marginali – sostengono – alcuni casi isolati di operatori che proseguono l’attività, spesso in condizioni economicamente insostenibili, al solo fine di garantire continuità lavorativa ai propri dipendenti. Una scelta che, tuttavia, non può rappresentare una soluzione duratura. Particolare attenzione riguarda anche le marinerie impegnate nella campagna del pesce spada: le unità già in attività stanno progressivamente rientrando nei porti più vicini, aderendo così alla protesta. La mobilitazione – spiegano – nasce dall’incremento incontrollato dei costi dei carburanti, aggravato dalle recenti tensioni internazionali, che ha reso antieconomica la prosecuzione delle attività sia per il settore della pesca che per quello dell’autotrasporto“.







