Balneari, le lettera agli eurodeputati siciliani: “Prorogare le concessioni al 2033”

A poche settimane dall’avvio della stagione estiva molti punti sono ancora in sospeso. Soprattutto per i balneari, per i quali l’avvio del 2026 si è rivelato fin da subito in salita.
Ad ormai quattro mesi dai danni causati dal ciclone Harry i rappresentanti del comparto sono tornati alla carica. Nei giorni scorsi l’Associazione turistica balneare siciliana ha inviato una lettera agli otto eurodeputati siciliani: Giuseppe Milazzo, Ruggero Razza, Marco Falcone, Caterina Chinnici, Giuseppe Lupo, Giuseppe Antoci, Raffaele Stancanelli, Leoluca Orlando. La richiesta? La proroga al 2033 delle concessioni balneari sul Pudm della Sicilia.
“Siamo fiduciosi negli interventi rapidi e encomiabili già in corso – scrive l’Associazione – ma gli ultimi eventi confermano un profondo cambiamento climatico nel Mediterraneo che ha ridisegnato la linea della costa siciliana. Noi balneari, vere sentinelle del mare, abbiamo trasformato fazzoletti di sabbia abbandonati in attività vitali: garantiamo servizi essenziali come il salvataggio in mare, il primo soccorso con personale qualificato, l’accesso facilitato e la sosta per le persone con disabilità e la pulizia degli arenili per tutto l’anno – obbligo legale spesso trascurato dai Comuni costieri“.
“Alla luce di quanto esposto – prosegue – si ritiene che la Regione Sicilia debba avviare con urgenza una revisione complessiva della linea di costa siciliana e, conseguentemente, disporre la sospensione di tutti i Pudm (Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo) siciliani, che allo stato risultano inattendibili, pertanto a voi, nostri illustri deputati della Sicilia nel Parlamento Europeo, di adoperarvi affinchè venga concessa la proroga della validità delle Concessioni Demaniali Marittime della Sicilia con scadenza al 31 dicembre 2033“.
Tali misure “non tutelerebbero soltanto il nostro settore, ma rappresenterebbero un concreto rilancio del turismo balneare siciliano, patrimonio economico, sociale e culturale dell’intera Regione. Quando il mare erode la costa, non porta via solo sabbia: porta via dignità, reddito e futuro. In questa tragedia, siamo sempre noi balneari a pagarne il prezzo più alto, insieme alle nostre famiglie, ai lavoratori e alle imprese che, pur tra mille difficoltà, continuano a garantire occupazione e servizi essenziali. Intorno alle nostre aziende balneari, fiorisce l’intero comparto turistico siciliano con oltre 22 milioni di presenze nel 2025. I ristori sono fondamentali così come la proroga al 2033 delle Concessioni Marittime che rappresenta una misura cruciale per supportare i titolari delle aziende devastate dal ciclone Harry“.
“Non chiediamo privilegi ma rispetto, ascolto e interventi concreti – conclude l’Associazione turistica balneare siciliana – perché la nostra è passione, ma è anche lavoro, impresa e responsabilità verso il territorio. La Sicilia deve tornare l’isola felice“.





