Blue economy, in Sicilia vale 17,4 miliardi: è il 6% del Pil

Un impatto economico complessivo di 17,4 miliardi di euro, pari al 6% del Pil regionale, una rete di oltre 29.500 imprese attive e un bacino occupazionale di 102.000 lavoratori diretti. Questo è il quadro emerso, in conferenza stampa alla Banca agricola popolare di Sicilia (Baps) a Ragusa, sul report “La Blue economy o economia del mare in Sicilia”, curato dalla Fondazione Bapr, e sulle indagini scientifiche delle università di Palermo e Lecce sul restauro dei tessuti cinquecenteschi della tomba della famiglia Naselli di Comiso.

I dati macroeconomici descrivono un comparto marittimo isolano che opera come motore anticiclico per il sistema produttivo regionale. La Sicilia, che detiene il 21% del patrimonio costiero italiano, esprime nell’economia del mare una linea di sviluppo trainata principalmente dai comparti del turismo, della ricettività e della logistica legata ai trasporti. Lo studio evidenzia un effetto moltiplicatore in base al quale ogni euro prodotto direttamente dalla filiera genera un indotto ulteriore di 1,9 euro all’interno del tessuto economico siciliano. Il trend risente anche delle misure connesse alla Zes Unica e degli investimenti orientati alla transizione ecologica e alla decarbonizzazione.

I dati della Blue Economy confermano il mare come un pilastro industriale per la Sicilia, mentre il restauro di Comiso restituisce alla collettività un patrimonio storico scientificamente documentato. Crediamo che lo sviluppo economico e la tutela della memoria locale siano asset complementari per generare valore e stabilità nel lungo termine“. Ha dichiarato Arturo Schininà, presidente di Baps.

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