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Cala il sipario sul mercato ittico all’ingrosso di Trapani

Sembra essere giunta ai titoli di coda la storia del mercato ittico all’ingrosso di Trapani, emblema di una Sicilia che non riesce a valorizzare le potenzialità di sviluppo che offre il territorio. Dalla struttura all’ingrosso di via Cristoforo Colombo passava circa il 15% del pescato commercializzato. Era un’occasione per accorciare la filiera e far riappropriare i consumatori del gusto del pesce fresco. Il mercato all’ingrosso, originariamente doveva essere un volano di sviluppo per il settore ittico del trapanese ma è stato penalizzato, nel corso degli anni, da una serie di problemi che hanno decretato la chiusura, attestando il fallimento delle Istituzioni e, soprattutto, del sistema dei controlli.

La nota dolente è che in presenza di un abusivismo dilagante e di una illegalità diffusa che interessa la commercializzazione dei prodotti ittici in Sicilia, viene cessato un servizio pubblico locale di vendita all’ingrosso di prodotti ittici all’avanguardia per quanto concerne gestione della tracciabilità e controlli igienico-sanitari. Inoltre, bisogna constatare che il mercato se solo avesse avuto l’appoggio delle istituzioni, sotto il profilo socioeconomico, avrebbe rappresentato un’occasione di crescita e di rilancio per l’intero settore. Basti pensare che il Comune di Siracusa ha progettato e realizzato il proprio mercato ittico all’ingrosso sul modello trapanese ottenendo un finanziamento di circa 3 milioni di euro mentre Sciacca che non ha un mercato Ittico da decenni, gli operatori del comparto sono penalizzati dalla mancanza di questa importate struttura.

Un iter molto travagliato, quello che ha accompagnato la gestione di questa importante struttura, tra contrattazioni, inefficienze, chiusure, sanzioni, proteste, mancanza del rispetto delle norme igienico-sanitarie, fino ad arrivare alla chiusura poiché il Comune di Trapani non ha effettuato i lavori d’urgenza sullo stabile che ospitava il mercato. Un triste epilogo che, a detta di molti operatori del settore, si poteva evitare se ci fosse stata la volontà politica di valorizzare questa importante struttura. Infatti, era l’unico mercato ittico in Sicilia gestito direttamente dalle imprese di pesca dei pescatori consorziati in una (O.P.) organizzazione di Produttori. La struttura aveva riaperto i battenti dopo due anni, al termine di alcuni interventi finanziati con 530 mila euro tramite il Fondo Europeo per la Pesca che avevano permesso l’ammodernamento degli impianti per lo stoccaggio del pescato e dei molluschi bivalvi vivi, la ristrutturazione delle sale per le aste e la realizzazione degli impianti per la fornitura di ghiaccio. Un mercato all’avanguardia, con nuove attrezzature per la gestione informatizzata dell’attività e unico in Italia per sistema di etichettatura e tracciabilità, in linea con i Regolamenti europei 2015. Il mercato, gestito fino al mese scorso dall’Organizzazione di produttori della pesca di Trapani guidati dal presidente Natale Amoroso, doveva offrire servizi quali il controllo igienico sanitario del pesce, la tracciabilità informatizzata dei prodotti, le elaborazioni richieste da organismi nazioni e comunitari a fini statistici ma la chiusura ha bloccato tutte queste potenzialità. Alcuni operatori del settore ittico hanno lanciato un appello al Presidente del Distretto della Pesca e crescita Blu Nino Carlino affinché possa valutare la possibilità di convocare a Trapani una Sessione straordinaria dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo per affrontare l’annosa questione di questo importante mercato ittico.

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