Caro carburante, da Sala d’Ercole via libera ai 5 milioni per la pesca: niente da fare per i collegamenti marittimi

Via libera al pacchetto da 30 milioni di euro per contrastare il caro carburante in Sicilia. Nel pomeriggio di ieri Sala d’Ercole ha approvato la misura che tende la mano ai comparti più colpiti dalle stangate sui prezzi del gasolio a causa del conflitto iraniano.
Un tesoretto di 30 milioni rispettivamente suddiviso in: 15 milioni per l’autotrasporto, 10 milioni per l’agricoltura e 5 milioni di euro per la pesca. La misura ha l’obiettivo di far fronte alla crisi in Medio Oriente, che ha avuto delle ripercussioni anche sui prezzi globali di petrolio, gas e fertilizzanti e ricadute sull’economia siciliana, individuando nei limiti dei tetti stabiliti dagli orientamenti della Commissione europea in materia di aiuti, forme di agevolazioni, sotto forma di contributi a fondo perduto a favore degli operatori dell’autotrasporto di merci su strada anche nell’ambito del trasporto combinato strada-mare, nonché dei settori dell’agricoltura e della pesca.
A inizio settimana il presidente della Regione Renato Schifani, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino avevano incontrato una delegazione di armatori a Palazzo dei Normanni.
Niente da fare invece per i collegamenti marittimi per le Isole minori, dopo le polemiche nei giorni scorsi sui rincari delle tariffe tra il 30% e il 50%, in vigore dal 15 maggio, che interesseranno passeggeri, residenti, veicoli privati e mezzi commerciali. La possibilità di destinare una parte, circa 2 milioni di euro, al settore, giunta troppo tardi, si è però arenata: lo spostamento di somme da un nuovo e apposito capitolo avrebbe dovuto prima ottenere l’ok dalla II Commissione Bilancio.







