Caro carburante, l’Ars spalanca le porte al pacchetto da 25 milioni: focus anche sulla pesca

Dopo oltre venti giorni dall’annuncio l’intervento per contrastare il caro carburante arriva all’Ars.
Ripartono a rilento i lavori tra le mura di Palazzo dei Normanni, dopo l’ultimo impasse, a fine aprile, che ha costretto il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno ad azzerare e riscrivere il calendario delle attività parlamentari. Nell’occhio del ciclone i ddl stralcio e gli emendamenti aggiuntivi. Ai nastri di partenza, questa settimana, ci sono (nuovamente) i disegni di legge provenienti dalla I e dalla V Commissione, tornati indietro da Sala d’Ercole. Tutte le luci, però, sono puntate proprio sulla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. Tra gli aggiuntivi, infatti, figura anche l’atteso pacchetto da 25 milioni di euro.
Cosa prevede la misura
Presentato nell’ultimo vertice di maggioranza andato in scena in Torre Pisana e convocato dal presidente della Regione Renato Schifani, il testo tende la mano ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, i cui operatori sono stati maggiormente colpiti dai rincari derivanti dal tragico impatto sull’economia mondiale della guerra in Iran, con il prezzo del gasolio schizzato alle stelle. Una risposta alle richieste di aiuto e alle proteste condotte in queste settimane che potrebbe diventare concreta già la prossima settimana. L’emendamento governativo sarà tra quelli legati al ddl stralcio della I Commissione Affari Istituzionali, contenente norme ordinamentali escluse dall’ultima Finanziaria regionale.
La misura ha l’obiettivo di far fronte alla crisi in Medio Oriente, che ha avuto delle ripercussioni anche sui prezzi globali di petrolio, gas e fertilizzanti e ricadute sull’economia siciliana, individuando nei limiti dei tetti stabiliti dagli orientamenti della Commissione europea in materia di aiuti, forme di agevolazioni, sotto forma di contributi a fondo perduto a favore degli operatori dell’autotrasporto di merci su strada anche nell’ambito del trasporto combinato strada-mare, nonché dei settori dell’agricoltura e della pesca.
Il testo base, che dunque subirà quasi certamente delle modifiche nel corso dei lavori in Commissione, che proseguiranno anche nella seduta di domani, attualmente prevede 15 milioni di euro per l’autotrasporto, 5 milioni di euro rispettivamente per l’agricoltura e per la pesca. Secondo cronoprogramma, la votazione del ddl stralcio, annessi emendamenti, dovrebbe avvenire tra martedì 12 e mercoledì 13 maggio.
Le proteste dei pescatori
Non è stata una prima metà dell’anno fortunata per i pescatori siciliani. Le avverse condizioni meteo, il fenomeno anomalo delle mucillagini, i danni provocati dal ciclone Harry, le crisi geopolitica internazionale e l’impennata improvvisa dei prezzi del gasolio. Dei segnali incoraggianti per i pescatori siciliani sono arrivati nei giorni scorsi. La scorsa settimana la Commissione europea ha varato il nuovo quadro temporaneo Metsaf, aprendo alla possibilità di aiuti fino al 70% per compensare il caro carburante nel comparto ittico.
L’avvio del conflitto iraniano e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno generato un vero e proprio shock per il mercato. Per i pescatori uscire in mare può costare fino a oltre 1.100 euro in più al giorno. La spesa per fare il pieno in banchina va da 400 euro in più alle 4.400 euro, a seconda della dimensione dell’imbarcazione. Un aumento capillare avvenuto nel corso delle scorse settimane: da Trapani a Milazzo tra i 0,90 e i 0,93 euro, a Mazara del Vallo 0,82 euro, a Porticello 1,10 euro, a Lampedusa 1,33 euro al litro, giusto per portare qualche esempio. Cifre record giunte anche fino a 1,50 euro al litro.
Oltre il pacchetto da 25 milioni avanzato dal governo regionale, un impegno è stato assunto anche dalla III Commissione Attività Produttive, presieduta da Gaspare Vitrano, che in queste ultime settimane ha incontrato e audito due volte i rappresentanti del comparto, mettendo in luce e analizzando punto per punto tutte le avversità legate alle flotte e alle marinerie siciliane, tra innovazione e ricambio generazionale. L’attenzione è focalizzata anche su un altro punto: la possibilità di poter attivare e rifinanziare il Fondo di Solidarietà della Pesca, previsto dall’articolo 39 della legge regionale n. 9/2019, e promuovere un tavolo di crisi permanente con il Governo nazionale e le rappresentanze di categoria.
La crisi dei pescatori siciliani non nasce oggi, ma ha radici più profonde. In circa 25 anni, le coste siciliane contano 1.800 unità di pesca in meno, circa il 40% in meno. Nonostante ciò, con le sue 2.500 unità, la Sicilia resta tra le Regioni più rilevanti in termini di attività. Di queste il 70% è dedicato alla piccola pesca costiera, il restante 30% include lo strascico, la circuizione, il palangaro e un’importante quota di volanti a coppia. A pesare, certamente, è anche l’età media dei lavoratori che operano nel settore, oltre i 45 anni. A questi si aggiungono poi i cambiamenti climatici e le specie in via di estinzione, mentre circa un anno fa è tornato alla ribalta un altro tema, quello del rinnovamento e aggiornamento dei Piani di gestione locale.







