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Dai paesi del Mediterraneo via libera a 15 azioni salva-mare

Sono quindici le azioni salva-mare e contro la pesca illegale adottate dalla Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) della Fao, nel corso della 43/a sessione, che ha visto riuniti i Paesi del Mediterraneo ad Atene dal 4 all’8 novembre. Misure adottate per aumentare la trasparenza nel campo della pesca, proteggere i coralli minacciati e preservare le zone di riproduzione.

L’applicazione di queste misure, sottolinea Oceana, organizzazione internazionale dedicata esclusivamente alla conservazione e alla difesa degli oceani, ”sarà di vitale importanza per contrastare la crisi di pesca eccessiva in questo mare, dato che si creeranno aree in cui i pesci potranno riprodursi al sicuro e si ostacolerà la pesca illegale”.

In particolare a protezione dei coralli, sottolinea Oceana, ”per la prima volta nel Mediterraneo è stato approvato un quadro normativo per stabilire misure di protezione per le specie di corallo a rischio di estinzione o minacciate dall’impatto della pesca”.

Inoltre Oceana accoglie in particolare con soddisfazione la misura di Protezione degli Habitat Sensibili: è stato adottato un nuovo piano di gestione nell’Adriatico – precisa l’organizzazione ambientalista – per il nasello, la triglia, la sogliola e i gamberi che include chiusure temporanee alla pesca a strascico (oltre 40.000 km2) per proteggere i banchi di pesci giovani. Il piano prevede inoltre l’identificazione di nuove Zone di Restrizione della Pesca (FRA) per proteggere ulteriori vivai o zone di deposizione delle uova di questi stock demersali.

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