Dalla Commissione Ue ok al nuovo quadro temporaneo Metsaf: i punti

Una decisione che, per molti operatori, non arriva per caso. Dietro questo risultato, viene oggi rivendicato con forza il lavoro portato avanti dalla Federazione Armatori Siciliani, che da anni denuncia la crisi strutturale del comparto. Richieste formali, segnalazioni, interlocuzioni dirette con le istituzioni europee: la Federazione ha più volte sollecitato interventi concreti, evidenziando come il costo del gasolio stesse rendendo insostenibile l’attività di pesca. Parallelamente, le stesse istanze erano state rivolte anche al Governo guidato da Giorgia Meloni, chiedendo un’azione forte in sede europea. “Oggi – sottolineano ambienti vicini al comparto – quelle richieste trovano finalmente una risposta, anche se non si può non rilevare come il risultato sia maturato soprattutto a livello europeo“.
La tensione nel settore aveva raggiunto livelli altissimi negli ultimi mesi. La Federazione Armatori Siciliani aveva infatti annunciato misure drastiche come il blocco delle attività, le mobilitazioni diffuse o la minaccia di bloccare lo Stretto di Messina. Una protesta che avrebbe avuto conseguenze pesanti sull’intero sistema logistico nazionale. Una protesta che avrebbe avuto conseguenze pesanti sull’intero sistema logistico nazionale. Il rientro della mobilitazione è avvenuto solo dopo l’intervento del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, che ha assunto impegni diretti con i pescatori, aprendo un canale istituzionale di confronto.
I punti del Metsaf
Tra gli strumenti che introduce il Metsaf ci sono: le compensazioni fino al 70% dei costi del carburante; gli aiuti semplificati fini a 50mila euro per impresa; le procedure rapide di approvazione. L’attuazione dipenderà ora dagli Stati membri.
Dal comparto emerge anche una critica netta al passato. Per anni, viene sottolineato, le risorse europee sono state spesso indirizzate verso progetti considerati marginali o poco utili per la sopravvivenza delle imprese. “Oggi invece si interviene direttamente sui costi vivi – spiegano operatori e associazioni – ed è esattamente quello che chiedevamo“.
La decisione della Commissione europea segna un cambio di passo. Ma segna anche, secondo molti, il riconoscimento di una battaglia portata avanti con determinazione dalla Federazione Armatori Siciliani, che ha acceso i riflettori su una crisi ignorata troppo a lungo. Ora la partita si sposta sul piano nazionale. Se il Governo agirà rapidamente, il settore potrà respirare. In caso contrario, il rischio è quello di riaccendere tensioni già esplose negli ultimi mesi. E questa volta, avvertono gli operatori, le proteste potrebbero non fermarsi.







