Droni e satelliti per tutelare le microspiagge del Mediterraneo

Monitorare e proteggere le piccole baie e spiagge dall’erosione attraverso un sistema di sorveglianza da remoto con droni, satelliti e telecamere: questo l’obiettivo del progetto europeo BESS (Pocket Beach Management & Remote Surveillance System), che ha permesso di individuare 132 micro-spiagge tra Sicilia e Malta.

Il progetto, appena concluso, è stato coordinato dall’Università di Messina, realizzato con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’Università di Palermo, il Ministero di Gozo (Malta) e l’università di Malta. L’obiettivo “era realizzare un sistema di gestione e controllo dell’erosione delle micro-spiagge delimitate da promontori, che sopravvivono grazie a un delicato equilibrio tra l’erosione prodotta dal moto delle onde e gli apporti di sedimenti dall’entroterra”, spiega Francesco Italiano, direttore della sezione di Palermo dell’Ingv.

La gestione “di questi ecosistemi sarà possibile grazie ad una di rete di stazioni multi-parametriche di sorveglianza remota volta ad acquisire ed elaborare le informazioni fornite da satelliti, droni, telecamere, mappe e rilievi terrestri e marini”, continua. Grazie al progetto BESS, che si è concentrato sul settore meridionale del bacino mediterraneo, sono state individuate 132 micro-spiagge distribuite tra la Sicilia e Malta, raggruppate all’interno di un Sistema Informativo Territoriale. L’Ingv collabora con la sua rete di stazioni dotate di sensori in grado di rilevare l’effetto del moto ondoso del mare sulle spiagge, nonché registrando e gestendo i dati raccolti dalle università di Messina, Palermo e Malta.

“Tutte le informazioni verranno caricate in una banca-dati – conclude – e, attraverso le infrastrutture informatiche della sala di monitoraggio dell’Ingv di Palermo, messe a disposizione del Sistema Informativo Territoriale“. Una volta perfezionata la rete di sorveglianza da remoto, il Sistema Informativo potrà essere messo a disposizione di politici, operatori del settore e ricercatori, per aiutarli nella gestione delle coste, rimuovere la cause dell’erosione marina, salvaguardare l’economia dei territori costieri e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

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