Fase 2, Federpesca: “Maggiore flessibilità per salvare il settore e garantire i mercati”

“Una situazione eccezionale, non prevista e non prevedibile, non derivata da responsabilità di alcuno, deve essere affrontata con interventi straordinari che vadano oltre le semplici misure di indennizzo. Lo dichiara il in una nota il Presidente di Federpesca, Luigi Giannini.

La pesca, come l’agricoltura e l’industria alimentare, è stata chiamata a garantire la continuità produttiva per adempiere al ruolo fondamentale di approvvigionare i mercati con un alimento insostituibile, quale è il prodotto ittico – prosegue -. Ma è evidente che i mercati mostrano instabilità e disfunzionalità che scaturiscono proprio dall’incertezza, dalle restrizioni nella mobilità, dall’impatto dell’emergenza sulle situazioni reddituali dei consumatori”.

Federpesca, Luigi Giannini.

Luigi Giannini

La pesca italiana sta adattando responsabilmente la propria operatività attraverso una modulazione delle uscite in mare e del conferimento del pescato ai mercati, proprio per andare incontro alle esigenze dei consumatori, anche a costo di pesanti condizionamenti aziendali. In questo momento così difficile, risulta indispensabile far conto su una maggiore flessibilità nelle misure di gestione che disciplinano l’attività di pesca in termini rigidi (interruzione nelle giornate del sabato, domenica e festivi, fermo biologico, fermo aggiuntivo, piani di gestione, ecc.) – spiega il presidente -. Una maggiore flessibilità che Federpesca richiede da anni, attraverso il ricorso a soluzioni semplici ed immediate – quali l’assegnazione di un plafond di giornate di pesca a ciascuna unità – che, in varianza dell’impatto sulle risorse ittiche, affidino alla autodeterminazione aziendale l’organizzazione della produzione. Evitando sprechi, carenza di prodotto nazionale sui mercati o incroci assurdi tra condizioni meteorologiche e regole amministrative“.

“Per far fronte alla intermittenza dell’attività imposta dall’emergenza sanitaria e destinata a riverberare effetti anche nel medio termine – conclude Giannini -, l’adattamento delle regole amministrative e la concessione di una adeguata flessibilità si rivelano non più rinviabili.” 

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