Il Mediterraneo cambia volto tra migrazioni e frammentazione degli habitat

Spostamenti verso Nord, migrazioni nelle profondità e frammentazione degli habitat. Sono le quasi invisibili trasformazioni in atto della vita sottomarina nel Mediterraneo.
A misurarle con precisione è lo studio guidato da Damiano Baldan, dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, e pubblicato sulla rivista Global Change Biology. I risultati sottolineano la necessità di una gestione del mare che tenga conto degli effetti del cambiamento climatico.
Lo studio si è concentrato in particolare sulle cosiddette specie betoniche, ossia quegli organismi acquatici che vivono in stretta relazione col fondale marino per gran parte della loro vita, e che proprio per questo hanno un ruolo cruciale nel mantenere gli equilibri degli ecosistemi marini.
“I risultati – ha detto Baldan – indicano che la maggior parte delle specie bentoniche è destinata a spostarsi progressivamente verso Nord, principalmente in risposta a mutamenti della temperatura dell’acqua e alla diminuzione dei livelli di ossigeno disciolto in prossimità del fondale“.
I dati proiettati nel futuro indicano inoltre che fino al 60% delle specie potrebbe subire una contrazione del proprio habitat, e che il 77% è destinato a migrare verso nord, in cerca di ambienti meno caldi. Inoltre, il 30% delle specie si sposterà verso acque più profonde. Dati particolarmente preoccupanti riguardano Mar Egeo, Tirreno, le coste dell’Adriatico e le zone più profonde dello Ionio, e che sono dei veri e propri campanelli d’allarme di rischio estinzione per molte specie bentoniche, la cui eventuale scomparsa può provocare squilibri difficile da prevedere nell’intero ecosistema mediterraneo.







