La procura della repubblica decide il sequestro della Scala dei turchi

La meravigliosa spiaggia bianca della Scala dei Turchi,
dopo le numerose chiusure dei mesi scorsi per lavori di mantenimento,
da oggi sarà sottoposta al sequestro da parte della procura di Agrigento.

Tra i primi a commentare la decisione della procura
è il presidente dell’associazione MareAmico di Agrigento Claudio Lombardo che afferma:
Ancora una volta la Procura arriva prima della politica.
Finalmente si farà chiarezza e si utilizzeranno i luoghi come m
eritano.
Ora con l’area sotto sequestro partirà il processo di regolamentazione dell’area, finalmente”
.

A stretto giro, arriva la nota dell’assessore regionale all’Ambiente Toto Cordaro,
commentando il provvedimento di sequestro dell’area del litorale agrigentino.

«La decisione della Procura della Repubblica di Agrigento
pone fine alla annosa controversia tra il Comune di Realmonte
ed il presunto proprietario della Scala dei Turchi,
bene naturale che da tempo la Regione ha sottoposto a vincolo paesaggistico».

«Adesso – continua l’assessore – ci sono tutte le condizioni per elaborare
e finanziare un progetto di tutela e, al tempo stesso,
regolamentare la fruizione di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’Isola,
coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia dell’area.

La riservatezza che imponeva l’indagine della magistratura in corso
ha suggerito al governo regionale di non replicare alle provocatorie dichiarazioni di chi,
spesso, più che badare agli interessi generali, sembra salvaguardare solo i propri».

Nelle scorse settimane, a Palazzo Orleans, il presidente della Regione Nello Musumeci
aveva già incontrato i rappresentanti locali ed i tecnici per delineare
un percorso virtuoso con l’obiettivo finale dell’apposizione del vincolo sulla spiaggia,
ma anche per l’adozione di tutte le iniziative utili a proteggere la scogliera di marna bianca.

«La strada intrapresa da tempo dal governo regionale – conclude Toto Cordaro
– è stata chiara fin dall’inizio: la tutela del bene è prioritaria rispetto ad ogni altra cosa.
Il provvedimento della magistratura smentisce le ricostruzioni fantasiose
e le indiscrezioni infondate che si sono susseguite negli ultimi mesi.
Adesso dobbiamo accelerare sul percorso già stabilito».

Di altro parere è il commento di deputato regionale Vincenzo Di Caro del M5S;

Il sequestro della Scala dei Turchi da parte della Procura di Agrigento,
testimonia che la gestione e la fruizione di tale sito, candidato patrimonio dell’Unesco,
presenterebbe diverse irregolarità sulle quale anche noi come rappresentanti dei cittadini
avevamo acceso i riflettori con atti parlamentari e richieste di audizioni all’Ars.
Sono improprie invece le dichiarazioni dell’associazione Mare Amico”.

Proprio l’11 febbraio – spiega di Caro – su input del Movimento 5 Stelle,
l‘Assemblea Regionale Siciliana ha affrontato il caso Scala dei Turchi
nel corso di un’apposita audizione della Commissione Ambiente richiesta
dal sottoscritto insieme alla collega Roberta Schillaci,
con la quale avevamo incalzato il governo regionale,
il parlamento e le parti in causa a regolamentare il sito.

Nel leggere le dichiarazioni del presidente dell’associazione Mare Amico di Agrigento,
secondo cui la magistratura arrivi prima della politica, è doveroso sottolineare due aspetti,
il primo è ovviamente quello che la magistratura,

ha tempi e prerogative assolutamente diverse rispetto a quelle della politica,
il secondo è che sarebbe auspicabile un distinguo tra quali parti politiche
lavorano e quali possono essere tacciate di inazione”

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