Le marinerie siciliane verso la stagione del tonno rosso, dalle quote al sigillo di garanzia: cosa prevede il decreto del Masaf

Il tonno rosso re del Mediterraneo. Dopo un lungo periodo di declino e a rischio estinzione, negli ultimi anni la specie è tornata a ripopolare i nostri mari, ripagando così le stringenti limitazioni e i sacrifici degli addetti del comparto. Una lunga tradizione secolare, quella della pesca del tonno rosso, che prosegue e che conta a registrare importanti numeri nel prossimo triennio. Nei giorni scorsi il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha pubblicato il decreto che definisce il quadro operativo 2026-2028, inserendosi nel contesto delle decisioni europee e internazionali, recependo le indicazioni dell’Iccat (International commission for the conservation of atlantic tunas) traducendole in regole nazionali per la gestione delle quote, l’accesso alla risorsa e i controlli.
Da Marzamemi a Favignana, tutta la Sicilia attende con grande trepidazione la stagione del tonno rosso, che si svolgerà tra maggio e giugno. Tradizione, ma anche storie contese, rivalità e soprattutto la richieste da parte delle marinerie di regole più attente verso i pescatori. Non a caso nei mesi scorsi Greenpeace aveva lanciato un appello per una maggiore trasparenza negli allevamenti. Il report ha messo così in luce la mancanza di meccanismi di trasparenza e controllo nell’assegnazione dei finanziamenti europei per gli allevamenti ittici, esposti al rischio di truffe e irregolarità. Risultati importati raggiunti dopo le rigide regole imposte che rischiano di vanificare nel nulla.
Nel 2026 le quote concesse all’Italia sono pari a 6.182,610 tonnellate, 900 tonnellate in più, circa il 17%. Per ciascuna annualità è così ripartito tra i sistemi di pesca: 4.205,718 tonnellate per la circuizione; 747,741 tonnellate per il palangaro; 476,843 tonnellate per le tonniere fisse; 26,032 tonnellate per la pesca sportiva; 153,000 tonnellate per la filiera produttiva; 406,000 per la piccola pesca sscf-a e la piccola pesca sscf-b. Da queste emerge una quota non divisa pari a 167,22 tonnellate. La Sicilia, in tal senso, è una delle aree più attenzionate, con il 50% assegnata. Ai compartimenti marittimi dell’Isola, come riportato dal documento ufficiale, sono così riconosciute 83,638 tonnellate. La restante parte sono ripartite per il 40% ai compartimenti marittimi dello Ionio e del Tirreno da Gallipoli, inclusa la porzione ricadente nella GSA18, a Imperia, inclusi quelli della Sardegna, mentre il 10% ai compartimenti marittimi dell’Adriatico fino a Brindisi.
“Dopo anni di rigorose limitazioni e sacrifici da parte delle marinerie italiane, arrivano segnali concreti di apertura per la pesca del tonno rosso“. Ha commenta Coldiretti Pesca, accogliendo il nuovo decreto “che consentirà a un ulteriore 40% circa di imbarcazioni di essere autorizzate alla cattura e allo sbarco nei porti italiani, insieme a un consistente aumento delle quote per le imbarcazioni già autorizzate“.
All’interno del decreto sono anche disciplinate: la ripartizione del contingente nazionale di cattura non utilizzato nelle annualità 2025, 2026, 2027; i trasferimenti di quote; la promozione e lo sviluppo di filiera nella pesca del tonno; i controlli antimafia. Attenzione è riservata anche alle catture accessorie, by-catch, ogni anno sotto i riflettori a causa della velocità con cui si esauriscono le quote di cattura. Polemiche che non sono mancate in alcune marinerie, come quella di Portopalo.
Spazio anche al sigillo di garanzia, una delle novità introdotte circa un anno fa insieme alla semplificazione normativa e all’aggregazione di filiera. Un’arma per combattere le frodi, garantire trasparenza al consumatore e valorizzare il lavoro degli operatori che rispettano le regole. L’Autorità marittima, all’atto dello sbarco e della convalida del documento elettronico di cattura (eBCD), dovrà procede ad apporre un sigillo di garanzia recante l’emblema dello Stato su ogni singolo esemplare di tonno rosso sbarcato. Il sigillo di garanzia dovrà consentire di individuare il documento elettronico di cattura ed il peso di ogni singolo esemplare in tutte le fasi della commercializzazione in cui il tonno rosso è presentato intero o eviscerato.
Cause di forza maggiore in grado di determinare variazioni nella disciplina del decreto sono il nulla osta per nuova costruzione e/o proroga per nuova costruzione, imbarcazione affondata; giustificata avaria del motore dell’imbarcazione, lavori urgenti sull’imbarcazione che ne causano lo stallo in porto o malattia del comandante dell’imbarcazione.







