Oliveri (Me) pronta a ospitare il “Il Parco del Rais”: l’omaggio alla tradizione della pesca del tonno

Nei primi giorni di aprile inizieranno ufficialmente i lavori del “Il Parco del Rais”, una grande opera pubblica che verrà realizzata a Oliveri, in provincia di Messina.

Il progetto, che verrà inaugurato ad inizio maggio, è inserito all’interno della programmazione del prestigioso Festival Internazionale di Arte Pubblica Emergence con il patrocinio del Comune di Oliveri e della Regione Siciliana e con il prezioso contributo di Legambiente Sicilia. L’installazione “Il parco del Rais” dell’artista Massimo Paganini, in collaborazione con il paesaggista Giovanni Bonasera e curata da Giuseppe Stagnitta, è un omaggio alla tradizione della pesca del tonno del paese siciliano.

L’opera, nata da una riflessione sulle ricerche artistiche della velocità di Giacomo Balla, rappresenta un tonno in momenti diversi che nuota in modo dinamico, a rimandare l’idea di libertà dalle maglie della rete che si usava nella mattanza. Il materiale che verrà utilizzato nell’installazione è una rete metallica che renderà l’opera trasparente e ben integrata con l’ambiente circostante e soprattutto “viva” grazie al continuo mutare della luce che, riflettendo sulla rete, la illumina in modi sempre diversi durante la giornata. L’obiettivo principale di quest’opera è di trasformare una zona degradata ed inutilizzata in uno spazio fruibile e di condivisione che non servirà solo ad abbellire un’area del paese, ma a cambiare il volto e la vivibilità del territorio per accompagnare i cittadini a riappropriarsi della propria identità culturale e sociale, creando allo stesso tempo un interesse culturale e, quindi, un indotto turistico fondamentale all’economia di Oliveri.

Il Rais era il capo dei pescatori durante la mattanza, il quale rendeva omaggio al tonno mentre moriva sui vascelli da pesca. Oggi il nostro tonno è libero e potente come il Rais, un valoroso avversario con cui confrontarsi da pari a pari. L’intento dell’opera è quella di rendere omaggio all’animale, protagonista della ormai scomparsa tradizione della mattanza, che attraverso i secoli ha dato benefici e identità alle comunità che hanno vissuto in questo luogo. Quest’opera vuole trasmettere un messaggio di denuncia della pesca al tonno di oggi, che da una parte sta mettendo a rischio la sopravvivenza della specie, e allo stesso tempo sta creando problemi ambientali non indifferenti. Tendenza in netta contrapposizione con la pesca tradizionale, che era anticamente l’unica fonte economica di sostentamento della popolazione del paese. Una pesca antica basata sul rispetto dell’ambiente e delle abitudini del tonno e che serviva a dare da mangiare alla comunità”.

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