Pescavano ricci e oloturie: sequestri e arresti a Palermo

La capitaneria di porto e la guardia di finanza hanno arrestato due palermitani per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante i controlli sulla filiera della pesca. Nel corso di alcuni controlli e perquisizioni i militari nella zona di Settecannoli e Brancaccio a Palermo hanno trovato attrezzature e materiali idonei alla lavorazione dei ricci di mare tra cui 24 bicchieri con polpa di ricci conservati all’interno di un frigorifero.
Sono state sequestrate anche due mute da sub e relativi accessori, 5 bombole, 6 erogatori, due GAV, strumenti per la raccolta dei ricci e 3 scooter subacquei.
Nel corso delle operazioni di controllo e sequestri T.C. di 35 anni e A.N. di 37 anni a cui sono stati contestati l’attività di pesca, detenzione e commercializzazione illegale dei ricci, sono andati in escandescenza.
Il giudice del Tribunale di Palermo ha applicato la “messa alla prova”, con obbligo di prestare servizio gratuito presso un istituto di assistenza sociale.
I due pescatori erano già stati fermati, due settimane fa, durante una attività di controllo ed erano stati sanzionati per la detenzione di 2500 ricci di mare e denunciati per la detenzione di 80 chili di oloturie, specie, quest’ultima, di cui è sempre vietata la cattura, detenzione e commercializzazione in qualunque periodo dell’anno.
L’azione di servizio sottolinea ancora una volta il costante presidio attuato sul territorio dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza a difesa della legalità, volto alla salvaguardia e tutela dell’ambiente e degli stock ittici e a contrastare tutti quei comportamenti illeciti, in grado di minare la sana e leale concorrenza tra gli operatori del mercato, danneggiando le imprese ed i lavoratori onesti e, più in generale, l’economia del nostro Paese
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la rosa sul mare

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