Porti Isole minori, Musumeci: “Per la Sicilia 17 milioni per la prevenzioni sismica”

Quasi 17 milioni di euro a disposizione della Regione Siciliana per interventi di prevenzione strutturale in alcuni porti delle Isole minori.
Lo comunica il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, dopo avere accolto la proposta della Regione stessa di rivedere, a seguito del ciclone Harry, le iniziali destinazioni candidate nel bando dell’ottobre scorso. Con il disco verde del ministro, il dipartimento nazionale Casa Italia e la Regione Siciliana possono sottoscrivere l’accordo che consentirà l’avvio delle procedure.
Gli otto interventi riguardano le infrastrutture portuali di Santa Marina di Salina, Leni, Favignana e Lipari (Alicudi, Filicudi, Panarea) per un importo totale dei progetti di 16.726mila euro. “I danni arrecati dal ciclone – spiega il ministro Musumeci – ha in parte modificato le priorità evidenziate dalla Regione con il nostro Avviso nazionale del 9 ottobre scorso. Approvando la rimodulazione degli interventi, consentiamo agli scali portuali siciliani selezionati dal governo regionale il necessario rafforzamento sismico, anche per garantire la loro funzionalità in caso di emergenza”.
“Rivolgiamo un sentito ringraziamento al governo nazionale – dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – per l’attenzione e la concreta vicinanza dimostrate nei confronti del nostro territorio. L’accoglimento della proposta della Regione di rimodulare gli interventi, anche alla luce dei danni provocati dal ciclone Harry, testimonia una piena e proficua collaborazione istituzionale. Il via libera alla revisione delle priorità rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare la sicurezza, la resilienza e l’efficienza delle infrastrutture portuali delle isole minori, per le quali proprio in questa fase post-emergenziale la Regione è subito intervenuta e i lavori sono in corso. Queste infrastrutture, infatti, rivestono un ruolo strategico non solo per la mobilità di residenti e turisti, ma anche come presidi fondamentali in caso di emergenze e calamità“.







