Porti, Rixi: “La riforma si concretizzerà a mesi e vedrà la nascita di un’authority nazionale”
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Porti, nuova authority nazionale e il Ponte. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro con la comunità dei porti del network al Palermo Marina Yachting, presso l’Autorità portuale della Sicilia Occidentale, con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.
A breve finirà il mandato di Pasqualino Monti da presidente dell’Autorità portuale ed è già aperta la corsa per il successore. Rixi ha assicurato che “sarà in continuità rispetto lavoro svolto dal presidente e a un porto di Palermo che si sta sviluppando in maniera importante. Credo ci voglia una persona capace che conosca il territorio e che possa continuare un lavoro che ha portato ottimi risultati nell’autorità portuale della Sicilia occidentale. Sul nome stiamo discutendo, mi confronterò con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per condividere la nomina, così come prevede la procedura. Nelle prossime settimane dopo aver visitato tutte le autorità portuali, procederemo dove ci saranno i candidati condivisi“.
Focus principale è la riforma dei porti: “Stiamo portando avanti un progetto di riforma dei porti, che spero si concretizzerà nei prossimi mesi, per individuare un soggetto a livello nazionale di coordinamento, un’authority che possa presentare un’offerta a livello mondiale dei sistemi dei porti italiani. Oggi, il solo porto di Rotterdam ha più capacità di tutte le sedici autorità italiane messe insieme, e questo perché per anni i nostri porti si sono sviluppati anche andandosi a prendere il traffico reciprocamente. Noi, invece, vogliamo indirizzare il nostro sistema verso una competizione mondiale. Crediamo che soprattutto i porti del sud, come anche il porto di Palermo, si possano indirizzare verso mercati emergenti e che possano contribuire ad aumentare il benessere dei nostri territori. Abbiamo bisogno di creare rapporti più solidi con le realtà di tutto il bacino del Mediterraneo. Il prossimo giovedì, infatti, sarò in Tunisia“.
Infine, sul Ponte: “Non conosco gli equilibri politici, posso parlare da uomo delle infrastrutture. Come si fa a pensare che un’infrastruttura così decisiva per il territorio non sia importante. Io penso che sia importante realizzarla, le infrastrutture chiamano infrastrutture. La Sicilia per poter fare un ulteriore salto di qualità ha bisogno di infrastrutturarsi al suo interno e di collegarsi non solo idealmente ma anche fisicamente inserendosi nel corridoio scandinavo mediterraneo in cui per aver pari dignità bisogna avere infrastrutture adeguate. Il Ponte di Messina si farà, non appena arriveranno tutte le autorizzazioni inizieremo con i cantieri. “Per noi è un’opera fondamentale perché vuol dire cambiare completamente lo sviluppo non solo della Sicilia ma di tutto il Sud Italia. È un passaggio importante che dimostra anche la maturità o meno di un Paese che se vuole accettare sfide globali deve iniziare innanzitutto a risolvere quelle sfide che non ha mai voluto accettare. Altrimenti, siamo sempre quelli che diciamo di essere i primi della classe e poi non accettiamo di aprirci a delle sfide come quella di realizzare opere ingegneristiche altamente all’avanguardia“.