Porto di Gela insabbiato e isolato: “Revocare l’accordo, restituiscano 4 milioni”

Il porto rifugio di Gela (Caltanissetta) è isolato da anni e quasi del tutto inaccessibile, a causa dell’insabbiamento dei fondali.
I lavori per il dragaggio e per gli interventi sul braccio di ponente non sono mai partiti e il sindaco gelese Terenziano Di Stefano è pronto a chiedere la revoca dell’accordo che venne siglato con la Regione e la restituzione dei quattro milioni di euro delle compensazioni di Eni, “che sono della città“, dice il sindaco gelese.
“Dopo mesi, non abbiamo avuto alcuna risposta dall’Autorità portuale della Sicilia occidentale – aggiunge Di Stefano – avevamo richiesto un incontro, attraverso il tavolo permanente attivato in Comune, ma non sono arrivati riscontri di nessun tipo. Non è accettabile. I quattro milioni di euro delle compensazioni, che sono destinati ai primi lavori, se continuerà questa stasi totale, vanno restituiti alla città. Chiederò di revocare l’accordo“.
Dello stesso avviso sono i componenti del comitato locale pro-porto, da anni impegnati nel tentativo di ottenere attenzione su un sito portuale nel cuore del Mediterraneo ma isolato da ogni tipo di rotta, commerciale e turistica. “Questo silenzio è preoccupante – fanno sapere dal comitato – siamo pronti a chiedere un intervento della prefettura di Caltanissetta“. L’Autorità portuale della Sicilia occidentale ha fatto sapere di essere impegnata nelle attività tecniche, anche rispetto al porto di Gela.
A inizio aprile, il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha risposto a un’interrogazione parlamentare, con firmatari i senatori M5s Pietro Lorefice e Ketty Damante, proprio sul tema del porto di Gela. “Sul progetto è stata avviata la procedura di verifica ambientale ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 152 del 2006, conclusasi con il parere n. 333 del 4 aprile 2025 della commissione Via-Vas, che ha richiesto la predisposizione di una nuova Via. L’intervento è stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche 2025-2027 dell’Autorità, aggiornamento febbraio 2025, alla voce 6F, con un primo stralcio funzionale da 40 milioni di euro, ed è stato segnalato al Ministero nell’ambito della ricognizione degli interventi infrastrutturali urgenti, con richiesta di inserimento nel tavolo infrastrutture strategiche della Zes unica e candidatura alla programmazione Fsc 2021-2027 e al Po Fesr Sicilia 2021-2027“, riporta la risposta del ministro.
Lo stesso Salvini ha riferito che “sul dragaggio si metterà in atto un progetto già definito in passato, originariamente finalizzato al ripascimento costiero mediante l’utilizzo dei materiali provenienti dai fondali. Il progetto è stato rimodulato in un nuovo studio di fattibilità“. Nella risposta all’interrogazione viene indicato che il ministero è “in attesa che l’Autorità trasmetta la versione rimodulata del progetto di dragaggio, indispensabile per l’avvio del procedimento di competenza“.







