Posidonia nel porto di Marinella di Selinunte, i pescatori annunciano blocchi stradali per “lutto economico”

“O entro sette giorni iniziano i lavori al porto di Marinella di Selinunte o sarà paralisi totale“. Lo affermano i pescatori locali annunciando blocchi stradali degli accessi alla borgata e al parco archeologico e serrata generale dell’indotto turistico e commerciale in segno di ‘lutto economico’.
Dopo l’inchiesta che ha coinvolto l’ingegnere Giancarlo Teresi dell’assessorato regionale alle Infrastrutture anche per i lavori che hanno interessato il porto di Marinella, intasato di posidonia, i pescatori non ci stanno più. “Quello che le autorità definiscono un problema burocratico è diventato un monumento all’inerzia istituzionale“: scrivono in una nota i pescatori.
Dopo la vicenda giudiziaria e i lunghi mesi coi quali sono stati costretti a convivere con la posidonia, i pescatori si sono riuniti in comitato spontaneo, affidandosi all’avvocato Lorenzo Rizzuto che ha inviato alla Regione Siciliana una formale diffida. Della questione è stata anche informata la Prefettura di Trapani.
L’accumulo incontrollato di posidonia e sabbia sottolineano dal comitato “ha ridotto i fondali a pochi centimetri, rendendo la navigazione un azzardo mortale“.
La quasi totalità della flotta è bloccata, con decine di famiglie prive di reddito da mesi, ma ancora gravate dai costi fissi di manutenzione e contributi. Ma la rabbia dei pescatori non nasce solo dai detriti.
“Mentre la marineria muore, qualcuno ha speculato sulla nostra pelle attraverso appalti opachi e interventi mai risolutivi“, denuncia il comitato. E i pescatori aggiungono: “Nonostante il confronto costruttivo con il sindaco di Castelvetrano, la competenza resta saldamente in mano alla Regione Siciliana“.






