Posidonia nel porto di Selinunte, sit-in dei pescatori

Sit-in pacifico all’ingresso della borgata di Marinella di Selinunte (Trapani).
Stamattina un gruppo di venti pescatori ha protestato con striscioni appesi sui cartelli turistici per chiedere interventi urgenti al porto. Da mesi la marineria è bloccata perché il porto è intasato di posidonia e sabbia che non consentono nessuna manovra. La maggior parte dei pescatori a tirato a secco le motonavi, mentre altri hanno trasferito le proprie imbarcazioni al porto di Porto Palo di Menfi (Agrigento).
“E’ una situazione che non riusciamo più a sopportare – dice Ernesto Favara, 61 anni, seduto davanti gli striscioni – Io ho tirato a secco la mia motonave ‘Manuele I’ e da mesi sono fermo. Coi soldi che in questi anni hanno speso per togliere la posidonia dal porto si potevano costruire 3 infrastrutture nuove“.
I pescatori, giorni addietro, avevano annunciato di bloccare gli ingressi della borgata marinara ma ieri, quando il prefetto di Trapani li ha convocato a un tavolo tecnico in programma stamattina, hanno deciso di ridurre la protesta a un sit-in pacifico.
“Aspettiamo l’esito della riunione – dice Carlo Barraco, presidente della cooperativa ‘Selinunte pesca’ – e poi decideremo se continuare la protesta anche in altre forme“.
Quello che la marineria chiede è contenuto in un documento che Barraco consegnerà al prefetto: togliere la posidonia, dragare il porto e progettare una nuova infrastruttura. Intanto nel pomeriggio Carlo Barraco è stato convocato in assessorato regionale alle infrastrutture.







