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“Qualità e sicurezza alimentare nella filiera dei crostacei di profondità”

“L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia ha dimostrato di essere un interlocutore serio per la Regione Siciliana in quanto utile alla causa comune di migliorare i prodotti ittici dell’Isola e renderli più interessanti sul mercato”, è quanto ha dichiarato il Dott. Calogero Di Bella, Direttore Area Sorveglianza Epidemiologica – Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”, al termine del convegno “Qualità e sicurezza alimentare nella filiera dei crostacei di profondità”.

 Il pescatore oggi deve poter essere nelle condizioni di sfruttare meglio le risorse. – Ha dichiarato Giuseppe Dimino, Dirigente Servizio 3 – Dipartimento della Pesca Mediterranea – Regione SicilianaIl pescatore deve catturare il pesce e poi deve occuparsi anche della sua trasformazione, mettendo in questo il suo sapere che è frutto di appartenenza al territorio siciliano. Il connubio tra il Dipartimento pesca della Regione Siciliana e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, offre agli operatori del settore i mezzi e il know how per portare dal mare al piatto un prodotto tracciato e sicuro”

Il convegno si è tenuto mercoledì 22 maggio 2019 presso l’Aula Magna dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia a conclusione del progetto “Sviluppo di soluzioni innovative attraverso l’attivazione di servizi aggregati alle imprese ed il miglioramento del processo di conservazione del prodotto ittico”.

Il progetto, finanziato nell’ambito della Misura 1.26 PO FEAMP 2014-2020,  curato dal Dott. Calogero Di Bella, ha avuto come obiettivo la sperimentazione di una valida alternativa nel controllo della melanosi e dei processi di alterazione dei crostacei maggiormente pescati e commercializzati in Sicilia (gambero rosso, gambero rosa e scampi) utilizzando formulazioni innovative di conservazione (semi dell’acino dell’uva) al fine di tutelare la salute die consumatori e degli operatori del settore.

Le attività del progetto, svolte nell’arco di 18 mesi, hanno prodotto una serie di risultati che sono stati presentati nel corso del convegno a cui hanno parteciperanno Antonio Iozza, Responsabile Gestione Progetto, Stefano Vullo, Direttore Sanitario –  Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia  “A. Mirri”, Rosolino Greco, Dirigente Generale Dipartimento della Pesca Mediterranea – Regione Siciliana, Giuseppe Dimino, Dirigente Servizio 3 – Dipartimento della Pesca Mediterranea – Regione Siciliana.

Sono intervenuti Daniela Lo Monaco, Dirigente Biologo – Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”, Giuseppe Barbera, Medico Veterinario Specialista in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale e di Gaetano Camilleri, Biologo – Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”. A chiudere i lavori Calogero Di Bella, Direttore Area Sorveglianza Epidemiologica e Responsabile Scientifico del progetto – Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia “A. Mirri”.

Il progetto, coerente con l’obiettivo della Misura 1.26, promuovere l’innovazione nel settore della pesca, ha concorso all’accrescimento della competitività ed il rendimento economico delle attività di pesca.

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