Ravenna Capitale italiana del mare 2026, niente da fare per le città siciliane in gara

Ravenna è la Capitale italiana del mare 2026.
Si è svolta questa mattina, dalle ore 11, la cerimonia per l’assegnazione del titolo, nella sala Monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri, alla presenza del ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci e dei sindaci dei 54 Comuni candidati. Niente da fare dunque per le città siciliane, tra le quali c’erano Mazara del Vallo, Messina, Siracusa, Gela, Scicli, Giardini Naxos, Lampedusa, Pantelleria e Pachino, con il borgo di Marzamemi.
“La presenza dei sindaci e degli amministratori testimonia la concreta partecipazione delle articolazioni dello Stato sul territorio. Questa iniziativa nasce da una conversazione con alcuni collaboratori, per rendere competitivo il valore di una comunità con il suo rapporto con il mare. Il Governo ha messo la valorizzazione del mare al centro del proprio programma e ciò significa avviare un’interlocuzione seria e diretta con le comunità che vivono di mare. Serve un approccio nuovo e diverso verso la cultura del mare con l’acquisizione di nuove professioni che l’economia del mare richiede, iniziative culturale, il coinvolgimento delle scuole e della famiglie. Non possiamo occuparci del mare solo da maggio a settembre“. Ha esordito il ministro Musumeci prima di aprire la busta contenete la città vincitrice. Svelata Ravenna l’ex presidente della Regione Siciliana ha ironizzato: “Se avesse vinto una città siciliana poi le malelingue…“.
L’evento si colloca nel più ampio quadro delle politiche nazionali dedicate alla tutela e allo sviluppo del mare, in continuità con il Piano del mare 2023-2025. Al vincitore un milione di euro per realizzare il programma di attività presentato all’interno del dossier nel momento della candidatura, un piano annuale di iniziative, interventi di valorizzazione del patrimonio marittimo, elementi di sostenibilità e obiettivi misurabili, in un’ottica di rafforzamento della blue economy e delle economie costiere.
A giudicare le candidature, sulla base di precisi criteri (coerenza progettuale; innovazione e sostenibilità; coinvolgimento istituzionale e sociale; impatto sul territorio; valorizzazione del patrimonio marino e costiero) una giuria composta da: Tiziana Manca, Corpo delle Capitanerie di Porto, in qualità di presidente; Massimo Caputi, amministratore unico Feidos SpA; Claudio Ferrari, ordinario di economia applicata presso l’Università degli Studi di Genova; Manuel Orazi, Accademia di Architettura di Mendrisio, Università della Svizzera Italiana; Nicola Porro, giornalista.







