Tuna Clip a Capo Granitola e Torretta (TP): la tonnara di Tre Fontane dalla pesca alla ricerca CLICCA PER IL VIDEO

Passato e futuro sono spesso legati da un filo molto sottile. Capo Granitola con il suo mare ne sono un esempio. Laddove un tempo, lungo le coste trapanesi, spiccava la tonnara di Tre Fontane oggi sorge la sede secondaria dell’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Consiglio Nazionale della Ricerca.

Dai tonnarotti ai ricercatori, dalla lunga preparazione per la mattanza agli studi multidisciplinari e alla divulgazione scientifica: tantissime cose sono cambiate negli anni. Tra racconti e ricordi, nella settima puntata di Tuna Clip, il format a cura del Dipartimento della pesca mediterranea della Regione Siciliana e realizzato nell’ambito del progetto Accademia del tonno rosso in Sicilia, abbiamo messo in luce la breve ma intensa storia dell’ex tonnara, frazione di Campobello di Mazara e situata tra Mazara del Vallo e Castelvetrano. Il complesso è stato infatti abitato dai pescatori per quasi tre decenni, dal 1944 al 1972, ultimo anno di attività, per poi cambiare rapidamente volto.

La ricerca scientifica e la tecnologia va di pari passo con il nostro dipartimento, puntiamo molto sul connubio tra mondo della ricerca e pesca. Solo tenendoci al passo possiamo raggiungere risultati tali da mantenerci in corsa con il resto del mondo. Abbiamo cercato di creare dei rapporti con alcune Università giapponesi per cercare di capire le loro attività di lavorazione e gestione del tonno. Capo Granitola con il suo centro di studi è un elemento di riferimento importante“. A dichiararlo è stato Alberto Pulizzi, dirigente generale del Dipartimento della pesca mediterranea.

TUFFO NEL PASSATO: L’EX TONNARA

Con la dottoressa Francesca Bulfamante abbiamo fatto un giro tra le mura dell’ormai ex tonnara. “Nacque nel 1944 grazie ad Attilio Amodeo che decise di investire in questo territorio con la costituzione di questo complesso per la pesca e la lavorazione del tonno. Negli anni 50′ una fase di crisi portò all’eliminazione della filiera produttiva del tonno, mentendo solo l’attività di pesca“.

Era una tonnara di ritorno. I tonni, infatti, venivano intercettati durante il loro percorso verso l’Atlantico. “La tonnara a mare – ci ha spiegato Bulfamante – era una struttura costituita da due parti: una rete lunga 7 km, che dalla costa raggiungeva il mare aperto, e l’isola. Lungo questa paratia cercavano di deviare il flusso dei tonni verso l’isola, delle reti costituite da una serie di camere ancorate al fondale. Tramite un’apertura e una chiusura progressiva, gestita dai tonnaroti, il pesce veniva indirizzato nell’ultima camera, la camera della morte. Era l’unica – conclude – ad avere una rete sul fondale perché nel momento finale veniva tirata su dai tonnarotti che dalle barche tiravano su i tonni, li arpionavano, li tiravano sopra e infine li portavano a terra per la lavorazione“.

Ogni spazio, interno ed esterno, aveva una sua specifica funzione e destinazione. E’ infatti possibile distinguere tre gruppi nel quale si articola l’impianto. A ovest, tre blocchi di alloggi destinati alle donne, alla ciurma di terra, di mare e la casa del rais, sovrastata dalla torre d’avvistamento. Al centro un grande hangar, la trizzana. A est i vari ambienti che ospitavano le diverse fasi della lavorazione del tonno.

SGUARDO AL FUTURO: IL CNR

Da oltre 12 anni studiamo il mare in maniera multidisciplinare. Siamo coinvolti in tanti progetti finanziati a vario titolo dalla Comunità Europea, dalla Regione e dagli Enti Locali“. A spiegarcelo è stato Giorgio Tranchida, geologo ricercatore e responsabile della sede del CNR.

Il nostro obiettivo è quello di cercare di apprendere e accrescere la nostra conoscenza in merito all’ambiente marino e di verificare lo stato di salute dei mari. I ricercatori – ha aggiunto – possono dare indicazioni a chi governa per norme che salvaguardino una risorsa importante come questa“.

Un’attività, quella del CNR, che attira tanti giovani: “Passano tanti studenti, tirocinanti e dottorandi. Facciamo divulgazione, cercando di stimolare le nuove generazioni, e non solo, al concetto di ecologia, sostenibilità e sfruttamento delle risorse“.

ALCUNE STORIE SULLA TONNARA…

Spostandoci a Torretta abbiamo raccolto i racconti di due pescatori, Fausto Firreri e Peppe Panicola.

Ricordo – ha detto Fausto Firreriquando da ragazzini andavamo alla tonnara, che aveva chiuso da poco, e ci tuffavamo dal molo.O la stanza del barbiere, che simboleggiava la vita all’interno della tonnara. Questo mito e questa storia devono continuare a vivere perché fanno parte del nostro mondo“.

La tonnara si sviluppò grazie al Barone di Trapani Adragna che acquistò l’impianto e diede l’incarico di calare le reti al rais storico, Vito Barraco. Inizialmente la pesca avveniva di fronte Selinunte, poi a causa del fondale sabbioso e le fortissime correnti le reti furono spostate a Tre Fontane“. A raccontarcelo è stato Peppe Panicola che ci ha spiegato anche la composizione della flotta e la sua rigida gerarchia.

RICETTA

Per la puntata di oggi, il piatto scelto dal nostro chef, Roberto Cascino, è la tagliata di tonno. Una ricetta semplice con protagonista il re del Mediterraneo, il tonno rosso. Una preparazione gustosa, per tutti i palati, e pensata per soddisfare tutta la famiglia. Per riprodurla, conoscere gli ingredienti, tutti i segreti e le curiosità basta vedere la puntata.

Potrebbero interessarti anche...