Via libera al decreto tonno rosso, tra le novità il sigillo di garanzia: attenzione anche alla sostenibilità ambientale

E’ in arrivo il ‘sigillo di garanzia’ sul tonno rosso, un’arma innovativa per combattere le frodi e garantire trasparenza al consumatore, oltre a valorizzare il lavoro degli operatori che rispettano le regole. E’ una delle novità contenute nel decreto del Masaf, insieme alla semplificazione normativa e all’aggregazione di filiera.
C’è quindi l’obbligo di apporre una targhetta da parte dell’autorità marittima, come si legge nel decreto, su ogni singolo esemplare di tonno rosso all’atto dello sbarco e della convalida del documento elettronico di cattura (eBCD), in modo da rafforzare la tracciabilità ed etichettatura. Una vera e propria carta di identità, che individua anche il peso di ogni singolo esemplare in tutte le fasi della commercializzazione in cui è presentato intero o eviscerato. Si tratta di un quantitativo complessivo pescato con tutti gli attrezzi pari a 5.283 tonnellate di tonno rosso assegnato all’Italia per la campagna 2025. Riconoscimento anche per tutti i segmenti della pesca, da quelli più industriali e orientati all’export, come le tonnare volanti (circuiti), alla pesca artigianale, fino alle feluche, imbarcazioni tradizionali protagoniste di un’attività sostenibile e radicata nel territorio.
“Con il decreto campagna di pesca del tonno rosso per l’anno 2025, procediamo nel percorso virtuoso avviato lo scorso anno, incentivando l’aggregazione e la costruzione di filiere, eliminando i comportamenti speculativi sul passaggio di quote e andando a colpire la pesca illegale“. E’ quanto dichiara il sottosegretario all’Agricoltura, senatore Patrizio La Pietra, a margine della firma al decreto “campagna di pesca del tonno rosso per l’anno 2025”.
Grazie al decreto per l’anno 2025, continua il sottosegretario al Masaf, “ci poniamo, inoltre, obiettivi ambiziosi finalizzati a offrire una più strutturata immissione del prodotto sul mercato, un miglioramento della gestione dell’offerta e garantire una maggiore stabilità economica agli operatori del settore. A conferma della centralità delle OP, gli aderenti potranno trasferire fino al 50% della propria quota assegnata anche tra sistemi differenti per ottimizzare obiettivi comuni nei rispettivi piani di produzione e commercializzazione. La quota trasferita viene quindi messa a fattore comune nell’ottica di una migliore commercializzazione del prodotto“.
Riguardo agli accordi di filiera introdotti dal decreto 2024, fa sapere La Pietra, sono in fase di definizione le istruttorie per l’assegnazione della quota premiale, che rappresentano un sistema innovativo in grado di premiare gli investimenti negli accordi commerciali e favorire una più forte collaborazione tra i diversi attori del settore. Il quantitativo che verrà assegnato nel corso dell’anno sarà ridistribuito nella successiva annualità agli operatori che dimostreranno, alla data del 31 dicembre 2025, di aver dato esecuzione agli accordi di filiera e che intendono proseguirli per l’annualità 2026.
“Vogliamo anche premiare – conclude – gli operatori del sistema di pesca “Palangaro (LL)” che, nel corso dell’ultimo triennio, hanno tenuto un comportamento virtuoso, impegnandosi a pescare continuativamente un quantitativo ulteriore rispetto alla quota assegnata per valorizzare il proprio modello imprenditoriale incentrato sull’attività di pesca. Nel contempo per consentire una migliore gestione del valore del tonno rosso permetteremo le catture accidentali nel limite del 20% del quantitativo sbarcato nella sola giornata di pesca. Nell’ambito del contrasto alla pesca illegale abbiamo introdotto, in via sperimentale, il “sigillo di garanzia”, che prevede l’obbligo di apporre una targhetta su ogni singolo esemplare di tonno rosso all’atto dello sbarco e della convalida del documento elettronico di cattura (eBCD), in modo da rafforzare la tracciabilità ed etichettatura a tutela del consumatore“.