Vietata la pesca professionale nei fiumi, Agci Pesca e Acquacoltura: “Organizzazioni professionali non consultate”

Saltando qualsiasi consultazione con le organizzazioni professionali del settore e rispondendo alle sole istanze della pesca sportiva e ricreativa, con la Legge n.16 del 22/1/26 (nella Gazzetta del 10/2/26)” e “nonostante l’esistenza in Italia di importanti realtà cooperative e relativi mercati“. Così Agci Pesca e Acquacoltura riguardo l’introduzione del divieto di pesca professionale in tutti i fiumi e canali, “nonché l’uso di strumenti e attrezzi atti a tale attività“.

Le uniche deroghe sono quelle ammesse nel caso di “interventi di recupero e trasferimento autorizzati al fine di tutelare l’igienicità delle acque destinate al fabbisogno potabile o per ragioni di pubblico interesse o per motivi di studio o per ridurre le presenze che determinano situazioni di squilibrio biologico, nonché per la conservazione e la salvaguardia della fauna ittica che si trovi in situazioni di carenza idrica …” o per corpi idrici “… nei quali sia già esercitata la pesca professionale in forma cooperativa o tradizionale… esclusivamente per la pesca delle specie eurialine nonché dei gamberi di fiume…“.

Un atto legislativo, secondo l’associazione, che interviene a gamba tesa nel conflitto esistente da vari anni tra pesca professionale e sportiva “in favore di quest’ultima“.

Un vero e proprio colpo di mano passato nelle Camere senza che sia stata fatta alcuna audizione“, sottolinea Enrico Casola, presidente di Agci Pesca e Acquacoltura, aggiungendo: “Da oggi non potremo che appellarci alle forze politiche affinché un nuovo atto legislativo intervenga a correggere una scelta profondamente sbagliata“.

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